L’improvvisazione soggettiva

L’improvvisazione soggettiva è un metodo per provare a improvvisare più semplicemente, andando allo stesso tempo più in profondità nei nostri personaggi.

Il principio base su cui si fonda è il dire io, ovvero focalizzarsi in primo luogo e per tutta la durata dell’azione sul proprio personaggio, cercando di leggerne l’evoluzione che avviene a partire delle reazioni che ha durante la scena. 

Quando improvvisiamo e interpretiamo un personaggio, la sua evoluzione è già di per sé una storia, senza che ci si debba troppo preoccupare di eventi da inventare o idee da proporre ai partner in scena.

Come possiamo improvvisare utilizzando efficacemente questo metodo? 

Ecco un elenco di spunti:

  • iniziare le improvvisazioni con azione e intenzione, poi dire io
  • scoprire una o più frasi cardine del nostro personaggio
  • ogni volta che reagiamo in scena, cercare di leggere che cosa, in profondità e non nel contesto, ha portato il personaggio a reagire così
  • conoscere e riconoscere i tre livelli di profondità del personaggio: azioni e contesto – emozioni e reazioni – valori, credo e opinioni forti.
  • quando si è fuori scena allenarsi a leggere cosa è successo fino a quel momento, più che pensare a cosa potrebbe succedere dopo.

Insomma, classiconi. O quasi. Alcune cose suoneranno trite e ritrite, altre magari nuove, poi ci dovrebbe essere anche una terza opzione. 

Perché l’improvvisazione soggettiva?

Non è facile per un improvvisatore andare in profondità: rispetto ad altre forme espressive narrative non c’è un tempo di preparazione che permetta (a noi che siamo autori e registi di una scena) di definire in anticipo cosa vogliamo comunicare, che messaggio vogliamo mandare al pubblico, quali corde vogliamo toccare.

Per l’improvvisatore, quindi, il lavoro da fare per definire le nostre azioni in scena è al contrario: invece che inventare partendo da un’idea, dobbiamo scoprire partendo da un impulso.

L’improvvisazione soggettiva è un metodo che ci aiuta a leggere i nostri impulsi, a focalizzarci sui dettagli e a raccontare storie e personaggi. La profondità a cui riusciamo ad arrivare attraverso l’improvvisazione soggettiva ci aiuta ad avere personaggi più credibili e forti, che possano, in uno spettacolo, interagire col pubblico, come succede in un libro, un film, uno spettacolo teatrale di regia.

Premesse

Premesse per aiutare la comprensione del metodo:

  • questo non è IL modo di improvvvisare, è un metodo tra i tanti e ha un obiettivo  specifico, cioè  quello di andare in profondità.
  • quando nei miei testi parlo di “difficoltà” nell’improvvisare, intendo la difficoltà di andare in profondità nel personaggio, non parlo di difficoltà di improvvisazione in generale.
  • si parla sempre di personaggi, non di persone. Se leggendo vi viene da dire: “eh, ma nella realtà non è così!” Ottimo. Questa non è la realtà.
  • sembrerà difficile, a volte, che determinati aspetti teorici possano trasferirsi anche sul palco. È così in effetti, ma ricordiamoci che non è obbligatorio usare l’improvvisazione soggettiva, dipende sempre da qual è l’urgenza che sta dietro allo spettacolo o alla scena che stiamo improvvisando. Ma qui si apre un altro mondo, e per ora lo teniamo chiuso nell’armadio.

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